L'Aikido e il fascino delle arti marziali

Quando si parla di arti marziali viene istintivo pensare subito all'oriente, ai Samurai e ai volteggi di Bruce Lee.

L'origine delle arti marziali non è ben precisa: a seguito del ritrovamento di alcune statuette molto antiche che raffigurano delle persone in pose caratteristiche dei combattimenti nelle arti marziali,  si pensa che siano state sviluppate da un popolo che viveva in Mesopotamia e che da lì espanse la sua influenza tanto ad oriente che occidente.

Le arti marziali  giunte in Oriente dalla Mesopotamia cominciarono ad evolversi in India e in Cina fino a culminare nelle sofisticate tecniche di oggi. Le tecniche di respirazione  sviluppate in quel periodo sono tuttora caratteristiche delle religioni del Medio Oriente, oltre a essere fondamentali negli esercizi di yoga e in quelli cinesi per la longevità che costituirono probabilmente l’odierno Tai chi cuna . Di certo sin dall'antichità  le arti marziali sono state, assieme alla meditazione, un aspetto importante del buddismo

Secondo una leggenda le arti marziali sono state introdotte da un monaco indiano che insegnava il buddismo in una maniera più diretta, comprendendo anche lunghi periodi di meditazione. Per aiutare i monaci a sopportare le lunghe ore di meditazione, insegnò loro tecniche di respirazione ed esercizi per sviluppare la forza e le capacità di autodifesa nelle zone montuose dove vivevano. 
Si ritiene che da questi insegnamenti sia nato il dhyana o scuola meditativa del buddismo, chiamata Chan dai cinesi e zen dai giapponesi. La tecnica di combattimento conosciuta come Shaolinquan , o "lotta del tempio di Shao Lin", si basa probabilmente sui suoi esercizi. Si pensa che molte tecniche di combattimento cinesi e giapponesi derivino da questa tradizione.

Le arti marziali  non  sono solo pratica di tecniche ben precise e esercizi di resistenza fisica. Praticare un'arte marziale implica condividere e applicare una serie di valori, avere una specifica visione del mondo e del posto dell’uomo nell'universo che lo circonda.

E' evidente come il buddismo zen e le arti marziali , oltre ad aver avuto probabilmente un fondatore comune,  risultano strettamente connesse per la loro filosofia e la loro evoluzione storica.

La filosofia delle dottrine del buddismo, del confucianesimo e del taoismo è la stessa filosofia delle tradizioni marziali, indiane e cinesi, e di tutta l’Asia.

Le arti marziali possono essere vissute in due modi differenti: come strumento di lotta e come mezzo di comunicazione sociale.

La considerazione delle arti marziali come strumento di lotta, la associazione fra arte marziale e combattimento,  è  l'idea più comune e impressionante che generalmente si ha di esse. Dato il tipo mortale di strumenti nei combattimenti con le armi, ma anche il modo potenzialmente pericoloso in cui il corpo umano viene usato, è facile qualificare come prima applicazione l’antico dilemma dell’uomo posto di fronte ad un altro uomo in combattimento: vincere o perdere, sconfiggere o venir sconfitto, uccidere o essere ucciso.

Questo utilizzo dell'arte marziale era dovuto ad un ambiente estremamente ostile dove era necessario garantirsi la sopravvivenza.

Un altro aspetto dell'arte marziale è quello di  essere vista come forma di comunicazione sociale, modellata dalle sequenze precise di un rituale, dove gesti e armi sono usati simbolicamente per esprimere un’idea, evocare una tradizione, alleviare le paure dell’uomo.

In questo senso l'arte marziale è una cerimonia, uno spettacolo: lo testimoniano ancora oggi i rituali del Sumo, o i kata (esercizi formali) del Karate .Col tempo le arti marziali si sono evolute in discipline che vanno oltre l’esercizio ginnico per lo studio dell’hara  ( punto di equilibrio, sorgente del soffio vitale) e del ki  (energia vitale), e sono diventate metodi d’integrazione universale che consentono di raggiungere una posizione equilibrata nel centro della realtà e una partecipazione alla sua energia coordinata e illimitata, mirando a perfezionare l’evoluzione della personalità di un uomo.

Attraverso la pratica delle arti marziali i Maestri di queste discipline hanno imparato a condurre una vita semplice, a nutrire un profondo rispetto e amore per il prossimo.

Praticare un'arte marziale significa abbracciare una cultura e una filosofia che influenzano tutte le sfere della nostra vita, migliorando il rapporto col proprio corpo, la propria mente, e gli altri, sviluppando una profonda armonia con l'universo che ci circonda.